Conero, piccolo mondo sconosciuto

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Conero, uno dei più meravigliosi parchi naturali d’Italia.

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Il Monte Conero, riserva naturale e parco regionale delle Marche, frequentato da volpi e cinghiali, da vita a tante piccole baie della riviera marchigiana, ma oggi vogliamo raccontarvi altro.

Il Monte Conero, deve il suo nome ad uno degli alberi che costituisce la pineta della riserva del Conero, costituita da Pini, Lecci e Corbezzoli, piccoli alberi appartenenti alla famiglia delle Ericaceae, che danno vita ad una bacca gustosa e di un rosso intenso, quando matura.

Uno dei simboli nazionali, poco conosciuti, il corbezzolo dal greco Comarus, da proprio il nome al nostro caro Conero.

Un monte ricco di sentieri, da percorrere a piedi o in mountan bike, un monte che sovrasta tante piccole baie incontaminate, dove ti senti davvero a contatto con la natura, soprattutto quando sei immerso nelle sue acque limpide.

Un monte che accoglie fin dal 1034, una deliziosa chiesetta: Santa Maria di Portonovo, una struttura costruita con la bianca pietra del Conero, con la peculiarità di avere una moltitudine di finestre, costruite ad arte, per ricevere la luce del sole, ed illuminare i suoi interni ad ogni ora del giorno.

Chiesetta rimasta indenne anche dagli attacchi dei Saraceni, che distrussero invece l’abbazia ad essa annessa nel 1761.

Vista l’esposizione alle scorribande marine, ed i conseguenti rischi per la popolazione, nel 1716 papa Clemente fece costruire nelle vicinanze, una torre che prese proprio il suo nome “Clementina”, una sorta di torretta di guardia, che permetteva di scorgere e prevenire ogni sorta di attacco proveniente dal mare.

Oltre alle bellissime baie, le falesie del Conero a picco sul mare, sono considerate tra le più belle d’Italia.

Oggi vi lasciamo qua, ma torneremo sicuramente a parlare di altre peculiarità di questa bellissima riserva naturale.

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