Dolci del carnevale marchigiano…eccoli tutti

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Dolci di carnevale tradizionalmente marchigiani.

Castagnole, sfrappe, pesche, scroccafusi, bombe, cicerchiata…sono solo alcuni dei dolci tipici del maceratese che vengono preparati durante il periodo di Carnevale.
Si tratta delle prime preparazioni dolci che si mettono in tavola dopo quelle nataliziee dell’Epifania e si mangiano nei giorni di festa che precedono il mercoledi delle Ceneri, giorno di digiuno con il quale inizia il periodo della Quaresima.
Forse è proprio in previsione di un lungo periodo di astinenza, che i dolci tradizionali di Carnevale sono sempre stati molto ricchi,sostanziosi e colorati come le feste danzanti che venivano improvvisate nelle case più spaziose, allietate dal canto di stornelli e dal ballo del saltarello.
A conclusione della grande baldoria era consuetudine, in ogni casa, proprio nella notte del martedi di Carnevale, mettere nell’acqua bollente tutto il pentolame della cucina in modo che scomparisse ogni traccia di grasso: un gesto simbolico che segnava l’iinzio della Quaresima.
La maggior parte dei dolci carnevaleschi, nel maceratese, prevede, da sempre, la friggitura come metodo di cottura; questo a giustificare l’uso dell’ingrediente principale che anticamente si usava per friggere: lo strutto, che in questo periodo dell’anno era stato appena preparato e messo a conservare nelle grotte.

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Naturalmente lo strutto doveva essere usato con parsimonia, visto che doveva durare tutto l’anno, ma i testimoni garantiscono un profumo del tutto particolare che esso conferisce ai dolci, rendendoli ancora più ghiotti.
All’impasto di base, usato per preparare i dolci da friggere, in molti casi si aggiunge il lievito di birra oppure la “cartina”: così nel nostro dialetto maceratese viene ancora oggi chiamato il lievito in polvere.
Oltre al lievito, o in sostituzione dello stesso, per profumare gli impasti e farli crescere durante la cottura, si aggiunge una certa quantità di liquore; le ricette del nostro territorio prevedono quasi sempre l’uso del mistrà, liquore a base di anice, tipico delle Marche, la cui produzione industriale è iniziata verso la metà dell’800.
I dolci vengono, per tradizione, addolciti con miele, che nel maceratese viene ancora ampiamente prodotto, o più anticamente con l’aggiunta del vino cotto e del l’incotto che i contadini preparavano nel periodo della vendemmia.
La maggior parte dei dolci di Carnavale vengono decorati con l’archermes, che conferisce loro un allegro tocco di colore rosso scarlatto, che li rende ancora più invitanti agli occhi di grandi e piccini.
Elencarli tutti sarebbe veramente lungo: vogliamo ricordare però i più semplici e antichi, tramandati dai nostri nonni come sfrappe,scroccafusi e cicerchiata.
Le prime prendono il nome dalla guarnizione fatta a mò di frangia smerlata degli abiti femminili alla quale, questi dolci, dai bordi un pò arricciati,assomigliavano vagamente.
Le sfrappe sono un pò comuni di tutto il territorio maceratese, ma in ogni paese prendono un nome diverso (frappe, chiacchiere..).
Il nome cicerchiata, invece, sembra probabilmente derivare dalla cicerchia, un legume simile ad un cece, ma di forma più irregolare, un tempo molto diffuso nelle nostre campagne.
Questo dolce, infatti, è formato da tante piccole piccole palline fritte che assomigliavano appunto alla cicerchia.
Gli scroccafusi, infine, vanno annoverati tra i dolci più antichi del Carnevale, e il loro nome sta a ricordare il rumore prodotto dal fuso durante la filatura al quale assomiglia molto il rumore che gli scroccafusi fanno quando vengono addentati..
Non vi resta altro che fare un giro nei tanti paesi delle Marche, alla scoperta delle diverse ricette ghiotte ghiotte del nostro Carnevale!!!