Passerina e Pecorino, moda o gusto?

24 Gennaio 2017 Off Di Frank@marchedascoprire
Passerina e Pecorino, moda o gusto?

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Passerina e Pecorino?

Io sinceramente mi sono sempre chiesto quale fosse la loro origine.

Sapendo per certo che si tratta di uvaggi autoctoni marchigiani, mi sono sempre chiesto

-ma come è possibile che vent’anni fa non si conoscevano, e non si trovavano in commercio?

Sono allora andato a ritroso nel tempo, per conoscere questo arcano mistero.

Nelle mie ricerche, ho appreso che, l’ uva Passerina, produttiva e resistente, è stata da sempre usata come “taglio” per il Falerio, altro rinomato vino marchigiano, che negli ultimi anni sta vivendo momenti di crisi.

In effetti la Passerina, non è un uva troppo preziosa, e da origine a vini di scarso carattere e gusto, di media gradazione, poco impegnativi ma piacevoli.

Forse è proprio da questo che ne deriva il grosso successo che sta vivendo in questi ultimi anni, nel senso che non bisogna essere dei sommelier, per apprezzarne la sua freschezza ed il gusto poco impegnativo.

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Il Pecorino ha diciamo origini molto similari, anche se l’uva Pecorino al contrario della Passerina, vanta di una corposità e gusto, nettamente superiori.

Questo è dovuto al carattere più robusto dell’uva, che da sentori di gusto più che olfattivi, che possono spaziare tra fieno, nocciola, agrumi, uvetta, mango melone e mentina.

Anche il Pecorino fino agli anni ’90 diciamo, veniva utilizzato per conferire maggiori proprietà ad altri vini, fino a quando le nuove generazioni di vinificatori, del territorio di Offida e Ripatransone, guidati dallo storico sommelier Teodoro Bugari, ci hanno fatto riscoprire un vino così poliedrico di gusti, da cui ne è derivato un enorme successo, che ha scavalcato insieme alla Passerina, a livello di consumi, vini che erano da sempre tipicità del nostro territorio come il Falerio ed il Verdicchio.

Vini DOC e DOCG delle Marche.

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