Vino cotto marchigiano – L’hai già assaggiato?

 

Il vino cotto marchigiano, deriva da antichissime tradizioni di questa zona d’Italia, una storia molto similare a quella dell’ Abruzzo.

I due comuni più famosi per la produzione di vino cotto nelle Marche, sono Lapedona in provincia di Fermo, e Loro Piceno in provincia di Macerata.

Per chi non lo conoscesse, il vino cotto è una bevanda alcolica, dolce,  derivata dalla cottura del mosto di uve, di solito autoctone, prodotta ormai da millenni nelle Marche, e di gusto diciamo per intenderci, similare al vin santo, di cui parleremo in altra sede.

La tradizione risale ai Piceni che a loro volta, “rubarono” questa vecchia usanza greca, utilizzata per evitare la trasformazione del vino in aceto.

Ma andiamo a vedere quale procedimento viene seguito per la produzione di questo vino “speciale”.

Nel calderone, il mosto viene cotto a fuoco lento fino a quando, l’evaporazione non porti il contenuto a ridursi, di una quantità variabile tra un terzo e un mezzo di quella iniziale.

La maggiore o minore concentrazione varia a seconda del grado zuccherino di partenza.

Ad oggi, il vino cotto, è molto usato per accompagnare, le portate dolci di fine pasto, accompagna molto bene le anche le castagne.

E’ tradizione nelle Marche, per la festa di San Martino, l’ 11 Novembre, ritrovarsi tutti insieme per la “castagnata”, dove solitamente il vino cotto è un MUST.

Rimane comunque un prodotto, di nicchia, ormai entrato a far parte dei prodotti tipici marchigiani, per cui esiste anche un preciso disciplinare, per la preparazione di questo dolce e gustoso vino.

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